Questa destra è confusa!
Non intendo entrare nel merito del “Caso Minetti”, non mi riguarda, non lo conosco e lascio il giudizio finale a chi ne ha la competenza.
Mi interessa il dibattito politico che ne è scaturito con una destra che ancora una volta difende l’indifendibile ma, di fatto, dimostra di essere la continuità di un modo di essere di cui, solo qualche giorno fa abbiamo celebrato la sua cancellazione.
Secondo questa destra, non si può criticare solo il Ministro Nordio chiedendone le dimissioni, la responsabilità è della Procura della Repubblica, del Ministero della Giustizia e del Capo dello Stato.
Non hanno ancora capito le funzioni e le competenze di ognuna delle parti definite dalla Costituzione. Forse sono rimasti allo Statuto Albertino.
La grazia è diretta al Presidente della Repubblica ma presentata al Ministro della Giustizia con la trasmissione, accompagnata da osservazioni e pareri, del procuratore generale presso la corte di appello competente.
Il Procuratore della Repubblica che ha espresso il primo parere è soggetto al giudizio del CSM, e non della politica. Forse non si sono accorti che, alla riforma della giustizia per imbavagliare i magistrati, gli italiani hanno risposto “NO”. La magistratura continua ad essere autonoma ed indipendente e la politica non ha alcun titolo per giudicare il procuratore.
Il Ministro della Giustizia, in quanto parte dell’esecutivo è l’unico organo politico. Il Ministero avrebbe dovuto approfondire e verificare la domanda di grazia con la sua struttura interna perchè gli compete la trasmissione al Presidente della Repubblica per consentirgli la decisione della concessione o meno in modo corretto. Se quanto appare sulla stampo è vero, il Ministero ha ingannato il Presidente della Repubblica che, ovviamente, si affida al dicastero dello Stato cui compete l’organizzazione dell’amministrazione della giustizia.
Se il Presidente Mattarella chiede al Ministro della Giustizia un approfondimento, è perchè ritiene di essere stato indotto in un possibile errore.
La destra prova a difendere il Ministro dalle richieste di dimissioni, credo dovute, affermando che non può essere a conoscenza di tutto l’operato dei funzionari, vero, però dimenticando che in Italia esiste la responsabilità oggettiva. Se esiste la responsabilità dei genitori per i figli, dei datori di lavoro per i dipendenti, perchè non dovrebbe esistere la sua responsabilità per i suoi dipendenti, cioè l’organico del Ministero?
Se, a questa vicenda, aggiungiamo che il Ministro della Giustizia ha abolito il reato di abuso e legittima le “mazzette”, purché modeste, i dubbi per le sue dimissioni diventano certezze.
Se si dimette, e con lui tutto l’esecutivo, è un bene per l’Italia.
Nessuno tocchi il Presidente della Repubblica e, in particolare il Presidente Mattarella l’unico, con la magistratura, a tutelare i diritti dei cittadini.
